MISJA

 

MISJA STOWARZYSZENIA PAPABOYS

  
Celem Krajowego Stowarzyszenia Papaboys jest głoszenie Chrystusa; dać wszystkim młodym ludziom możliwość, aby spotkać Chrystusa, powodując wolność chłopców i dziewcząt w naszym społeczeństwie trzeciego tysiąclecia do uznania Chrystusa, który jako jedyny może dać prawdziwe szczęście. Całkowite szczęście każdego człowieka na ziemi jest tylko w spotkaniu z Panem: świadomi tej ogromnej możliwości aby zmieniać problemy codziennego życia w radość, naszym głównym zadaniem jest zaproponować – poprzez osobistą przyjaźń, spotkanie grup, biur regionalnych oraz wojewódzkich i lokalnych komitetów, ale także wykorzystanie nowoczesnych technologii, środków masowego przekazu – drogę w oparciu o doświadczenie wiary, przez Kościół i jego pasterzy, bliskość do Następcy Św. Piotra, którego rozpoznajemy jako Wikariusza Chrystusa na Ziemi, Chrystusa który jest naszym Panem i Królem Królów. Z tego powodu, drodzy bracia i siostry, nazywamy się „Papaboys” to znaczy „młodzież Papieża„, ta  nazwa została „wynaleziona” przez media, międzynarodowych i włoskich dziennikarzy w dniach Światowego Dnia Młodzieży w Tor Vergata: nigdy nie zrozumiałem czy to było „uwłaczające” lub próba zamknąć w jednym słowie tą ogromną masę młodych miłośników, nie Jana Pawła II, lecz Pana Jezusa, którzy przeszły, jak nigdy w historii, ulicami tego miasta, gdzie 2000 lat temu jeden z najbliższych przyjaciół Jezusa, Piotr, którego nazywa skałą, to znaczy, że chce, żeby Piotr, a razem z nim Kościół cały, mistyczne i żyjące Ciało Chrystusa, był widzialnym znakiem jedynego Zbawcy i Pana.

 

 

LA MISSIONE DELL’ASSOCIAZIONE

Iniziando nel 2001 il sito internet http://www.papaboys.it insieme ad alcuni amici in Cristo – alcuni dei quali sono restati tali, altri se ne sono andati restando pero’ al servizio del solito Signore – abbiamo iniziato a camminare nell’insegnamento e nel continuo richiamo alla verità di Giovanni Paolo II negli ultimi anni del Suo immenso Pontificato cercando di mettere in pratica, giorno dopo giorno, tra non poche difficoltà pratiche e di gestione, i tanti richiami del futuro Santo polacco, ed aprendo il cuore all’amore del Signore. Quante persone conosciute! Quante ore davanti ai computer! Quanto tempo a parlare, spiegare, provare, costruire…. Quanto poco abbiamo fatto ad oggi e quanta strada ancora – a Dio piacendo – andrà percorsa!

Questa è la nostra Missione: ricordare a tutti i giovani – ma non solo – che incontriamo nella nostra vita, che è necessario, e quanto mai urgente, permettere a Cristo di farci parlare nella profondità del cuore: ricordiamo al mondo di farsi amare da Gesù. Come ‚giovani Apostoli’ al servizio della Chiesa fondata da Gesù, non abbiamo paura ad incamminarci nelle strade del mondo per annunciare quella profonda ed immensa montagna di amore che entra dentro il cuore dell’uomo quando il Signore passa e sana le ferite.

Questa è la nostra Missione: sperimentare l’offesa e la cattiveria restituendo preghiere e perdono. Contribuire quindi, a trasformare il mondo, secondo la logica di Cristo, assumendoci un po’ di sofferenze per restituirle amore e comprensione, dedicando la nostra vita per contribuire a costruire qui sulla terra quel Regno promesso che ci appartiene – in quanto cristiani (Cristiani = di Cristo) e che il mondo talvolta prova a distruggere o rinnegare.

Questa è la nostra Missione: non permettere al mondo di impossessarsi delle menti e dei cuori di tanti giovani, uomini e donne, con proposte subdole e temporanee, basate sulla ‚sessualità senza limiti’ e sulla sola voglia di ‚provare di tutto’, ricordandoci che dal Padre arriviamo ed al Padre torneremo nella gloria, se riusciremo con un po’ di sacrificio, di pazienza e di voglia di vivere a riconoscere Cristo come Signore e Salvatore.

Ogni ‚giovane del Papa dev’essere un Apostolo del Signore: è una missione che scaturisce dallo stesso battesimo. Anche se la nostra società fosse impregnata di Vangelo, se il Crocifisso fosse al posto d’onore nelle famiglie, nelle scuole, nelle officine e negli uffici, e se ogni domenica tutte le Chiese fossero piene, ci sarebbe ancora molto da fare. Le conquiste del regno di Dio non saranno mai finite. Purtroppo viviamo in un mondo secolarizzato in mano al relativismo ed al signore delle tenebre, in un clima di generale indifferenza e di ateismo pratico e combattente. Il compito della Santa Chiesa e quindi del Papa stesso, ma anche di tutti i sacerdoti e suore è immenso, e noi, figli di Cristo e della Sua Chiesa, non possiamo certo disinteressarci della sua opera apostolica. Come compiere la nostra missione? Come essere testimoni credibili del Risorto? Convertendoci noi, per primi. Ogni giorno: nella consapevolezza di essere in questo mondo, ma di non esserne di proprietà. Dedicando ad altri giovani la nostra vita, con gioia, e con piacere.